Eravamo Notte, Ora Siamo Giorno

Ambrosia Fortuna e l’archivio come atto d’amore

Dal 13 al 15 Giugno 2026, il PAC ospiterà la mostra “Eravamo Notte, Ora Siamo Giorno” dell’artista partenopea Ambrosia Fortuna, curata da Sabato De Sarno.

Ambrosia Fortuna vive, incarna e mostra moltitudini, coraggiosamente. Grazie a un dialogo tanto umano quanto creativo con Sabato De Sarno – creative director, curatore e abilitatore culturale – l’archivio multimediale di una delle figure di spicco della comunità queer italiana arriva al PAC come accumulo spontaneo di ricordi, incontri, affetti, frammenti di vita. Per anni custodito gelosamente e ora dischiuso su più stanze per la prima volta in uno spazio espositivo, il lavoro decennale di Ambrosia esplode con sincerità sconcertante, rivelando allo stesso tempo la profonda emotività dell’artista e dei suoi soggetti.

Autoritratto – Ambrosia Fortuna

“Oggi, a distanza di anni, sento l’urgenza di mostrare queste immagini. Non per nostalgia, ma per responsabilità. Perché viviamo un tempo in cui le nostre esistenze vengono messe in discussione, raccontate da altri, semplificate, a volte negate. E allora sento il bisogno di restituire queste storie alla luce, di dire che siamo esistite, che siamo cresciute, e che siamo sopravvissute.” – Ambrosia Fortuna

La storia d’amore tra Ambrosia e Sabato nasce durante una qualunque Milano Fashion Week. Qualunque si fa per dire, perché Sabato aveva debuttato la sua prima collezione per Gucci il giorno prima: arrivò alla sfilata di The Attico ancora assalito da decine di fotografi e assediato da una miriade di giornalisti. Incuriosito da Ambrosia in full glam rigorosamente in front row, Sabato si presentò a lei e i due si scambiarono i numeri di telefono, iniziando così un lungo scambio epistolare: Ambrosia cominciò ad aprirsi privatamente a Sabato, condividendo frammenti del proprio archivio privi di contesto ma ricchi di dettagli di vera vita vissuta e immortalata dal suo occhio instancabilmente romantico da cui Sabato venne subito rapito.

2019, Meri a La Boum – Ambrosia Fortuna

Proprio Sabato racconta di essere stato subito affascinato dalla natura poliedrica di Ambrosia, capace di attraversare più livelli di lettura, forme di espressione, high and low brow, in un costante fluttuare tra cultura pop e arte concettuale, contemporaneità e tradizione.

Il nucleo della mostra è costituito da immagini scattate da Ambrosia durante il suo periodo milanese: testimonianze di una comunità vissuta dall’interno. Fortuna sottolinea più volte la natura profondamente personale del materiale in esposizione: “Quelle fotografie sono ricordi delle persone con le quali vivevo”. Fanno capolino figure iconiche come Santissima Vicky, compagna di viaggio di Ambrosia fin dai primi momenti del suo percorso. L’artista ribadisce  e celebra la generosità delle sue sorelle di mostrarsi al PAC nelle proprie fattezze primordiali, prova della fiducia che le ragazze ripongono in Ambrosia, affidandole la loro fisicità in trasformazione.

2018, Vicky e io, Camerini de La Boum, Milano – Ambrosia Fortuna

La dimensione relazionale emerge come punto di forza del progetto: la fotografa non osserva dall’esterno ma contribuisce attivamente alla costruzione dell’identità e della storicizzazione dei soggetti attraverso il suo occhio fotografico. De Sarno insiste su questo punto: “Sono fotografie di momenti privati, intensi, veri”. L’idea di verità ritorna più volte nel dialogo: secondo De Sarno, il valore delle immagini di Ambrosia risiede nella loro capacità di sottrarsi alla costruzione e allo stereotipo. Una verità che deriva dalla prossimità, dalla condivisione di spazi e momenti formativi con le persone ritratte.

Ad affiancare il materiale di archivio, i visitatori troveranno anche fotografie più recenti scattate dopo il 2020, quando l’artista fa il suo ritorno a Napoli dove acquisisce maggiore consapevolezza di sé e del proprio repertorio. La terza sezione della mostra è invece dedicata a una serie di video che restituiscono sei storie personali narrate da Ambrosia e dalle protagoniste in prima persona. “Un momento immersivo, è come se Ambrosia ti desse il suo telefono in mano”, sintetizza De Sarno.

2026, Talona a Torre del Greco, Napoli – Ambrosia Fortuna

Il 12 giugno 2026, durante la press preview, Drammna e Francesca Piuma saranno protagoniste di due interventi performativi che ampliano il racconto della mostra oltre il dispositivo fotografico. Se le immagini di Ambrosia restituiscono una memoria condivisa fatta di affetti, trasformazioni e prossimità, le performance ne rappresentano la prosecuzione nel presente. La “Vestizione” di Drammna e l’esecuzione de “Il Cielo in una Stanza” da parte di Francesca Piuma porteranno nelle sale del PAC i corpi e le voci di quella stessa comunità ritratta nell’archivio, trasformando il ricordo in presenza e la documentazione in esperienza.

Riflettendo su questa straordinaria occasione di visibilità, Ambrosia racconta il proprio rapporto conflittuale con il successo e con l’idea stessa di merito, continuando a parlare del proprio lavoro come ‘archivio’ più che definirlo un’opera compiuta. È così che il ruolo di De Sarno si concretizza ulteriormente, non solo attraverso la selezione degli scatti più significativi, ma offrendo a quelle immagini la possibilità di essere viste da un pubblico più ampio. Non è un caso che il progetto venga presentato durante il Pride Month. Tuttavia, entrambi evitano una lettura puramente identitaria o celebrativa. Per loro la questione centrale è la creazione di uno spazio di confronto autentico. 

“La visibilità ha un valore solo quando crea opportunità”, afferma De Sarno. “Oggi è importante creare conversazioni, non creare trend”.

Sabato De Sarno (foto di Salvatore Puleri)

Osservare da vicino l’evoluzione di Ambrosia Fortuna e assistere oggi alla consacrazione istituzionale del suo archivio significa confrontarsi con una pratica artistica costruita intorno all’amore e alla cura. Tra locali, camere da letto, amicizie e fotografie, si è sedimentato uno sguardo capace di raccontare una comunità senza mai ridurla a racconto o rappresentazione. Le immagini di Ambrosia nascono da un’umanità che non chiede il permesso di esistere ma semplicemente è. In questo risiede la forza del suo lavoro: nella capacità di rendere visibili persone, affetti e trasformazioni senza tradirne la complessità. Le sue fotografie conservano l’intimità del ricordo e, al tempo stesso, lo aprono a una dimensione collettiva, trasformando l’esperienza personale in memoria condivisa.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Milano e prodotta dal PAC e Wunderplace Studio, in collaborazione con Orgoglio Porta Venezia Milano con il supporto di Levi’s.

2026, Talona Sara e Sasi Napoli, Torre del Greco – Ambrosia Fortuna

Ambrosia Fortuna (Napoli, 1993) è un’artista visiva e fotografa il cui lavoro nasce da un’esperienza diretta all’interno di contesti performativi e comunità marginali, in particolare legate alla scena queer e trans italiana. La sua pratica si sviluppa tra Milano, Napoli e Roma, intrecciando performance, cultura drag e ricerca visiva in un linguaggio intimo e stratificato. Attraverso fotografia e video, il suo lavoro affronta temi come identità, trasformazione, corpo e appartenenza, costruendo archivi visivi personali e collettivi in cui l’immagine diventa strumento di affermazione, memoria e cura.

Sabato De Sarno è un direttore creativo e curatore che lavora tra moda, arte e progetto editoriale. Dopo oltre vent’anni nel sistema moda, con un percorso sviluppato all’interno di realtà come Prada, Dolce & Gabbana e Valentino, è stato Direttore Creativo di Gucci fino a febbraio 2025. Il suo lavoro si è progressivamente ampliato verso una dimensione più trasversale. Oggi il suo approccio mette al centro processo, tempo e presenza umana. Tra i progetti recenti, Napoli Infinita e INSIEME, mostra curata presso Piscina Cozzi durante la Milano Design Week 2026, incentrata sul processo e sul lavoro degli artigiani. Vive e lavora tra Milano e Bruxelles. È collezionista di arte contemporanea e di pezzi di moda d’archivio.

 

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